Famiglie Carismatiche in dialogo: corresponsabilità e partecipazione al servizio del carisma

24.07.2026

Resoconto dell'Incontro del 13 giugno 2026
Casa La Salle - Roma

Circa settanta rappresentanti di ventinove Famiglie Carismatiche si sono incontrati il 13 giugno a Casa La Salle, a Roma, per riflettere sul tema della corresponsabilità tra consacrati e laici nella custodia e nella trasmissione del carisma. Una giornata di dialogo, ascolto e discernimento che si inserisce nel più ampio cammino sinodale della Chiesa.

La corresponsabilità nella vita delle Famiglie Carismatiche non è soltanto una questione organizzativa, ma una dimensione essenziale della fedeltà al dono ricevuto. È questa la convinzione che ha guidato l'incontro "Corresponsabilità e partecipazione: pari dignità a servizio del carisma", promosso dall'Associazione Famiglie Carismatiche in dialogo e svoltosi il 13 giugno presso Casa La Salle a Roma. L'iniziativa ha riunito circa settanta rappresentanti di ventinove Famiglie Carismatiche, accomunati dal desiderio di approfondire il valore della comunione tra consacrati e laici e di individuare percorsi condivisi per custodire e rendere fecondo il carisma oggi.

Ad accompagnare la riflessione sono stati Eva Gullo e Alberto Frassineti, membri del Movimento dei Focolari e da anni impegnati nell'accompagnamento di istituti religiosi, comunità e realtà ecclesiali. Il loro intervento ha proposto una lettura organica del tema, articolata attorno a quattro parole chiave: carisma, pari dignità, corresponsabilità e partecipazione. Un percorso che invita a riconoscere il carisma come il dono originario da custodire e trasmettere, la pari dignità battesimale come fondamento delle relazioni, la corresponsabilità come passaggio dal "fare per" al "decidere con" e la partecipazione come possibilità reale di prendere parte ai processi di discernimento e di governo.

Tra le immagini più significative proposte dai relatori vi è quella del passaggio dalla "sequela" del fondatore alla "comunione dei discepoli". Se durante la vita del fondatore il riferimento è naturalmente la sua persona, dopo di lui il carisma non viene affidato a un singolo, ma all'intera comunità dei discepoli, chiamata a custodirlo e a interpretarlo creativamente nelle nuove circostanze della storia. Per questo il carisma non può essere considerato un patrimonio da conservare gelosamente, ma un dono vivo che cresce quando viene condiviso e continua a generare vita nella Chiesa e nel mondo.

Particolarmente significativa è stata la presenza di padre Mario Zanotti, OSB Cam., Segretario Generale dell'USG, che nel suo saluto ha riconosciuto nelle Famiglie Carismatiche un'autentica esperienza profetica per la vita consacrata. Richiamando i lavori della recente Assemblea USG dedicata alla trasmissione del carisma nel servizio di governo, padre Zanotti ha osservato che la vita consacrata non avrà futuro se il carisma non diventerà sempre più un carisma condiviso, sottolineando come il dono dello Spirito sia più grande delle singole istituzioni e continui a manifestarsi in forme sempre nuove.

La giornata è stata arricchita anche dai saluti di Sr. Mary John Kudiyiruppil, SSpS, Vice Segretaria Esecutiva della UISG, di Rosalba Rossi-Comi, Ufficiale del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e dai messaggi inviati, tra gli altri, da mons. Hanna Alwan, Vicario Patriarcale Maronita, e da suor Nathalie Becquart, XMCJ, Sottosegretaria della Segreteria Generale del Sinodo. Tutti hanno evidenziato il valore ecclesiale del cammino delle Famiglie Carismatiche come espressione concreta di una Chiesa sempre più sinodale, nella quale la diversità delle vocazioni diventa ricchezza condivisa.

L'ampio spazio dedicato ai lavori di gruppo ha permesso ai partecipanti di confrontarsi sulle sfide che oggi accompagnano la vita delle Famiglie Carismatiche. È emersa con forza l'esigenza di promuovere relazioni sempre più autentiche tra consacrati e laici, favorire processi di ascolto reciproco, condividere buone pratiche e creare occasioni di formazione comune. Tra le immagini più ricorrenti richiamate nei gruppi vi sono state quelle del mosaico, nel quale ogni persona contribuisce con il proprio tassello all'opera comune, e del cantiere, dove ciascuno è chiamato a costruire il proprio tratto di muro nella fedeltà creativa al carisma.

L'incontro si è concluso confermando che il futuro delle Famiglie Carismatiche passa attraverso una comunione sempre più matura, nella quale corresponsabilità e partecipazione non rappresentano semplici modalità organizzative, ma diventano lo stile con cui consacrati e laici, nella pari dignità del Battesimo, sono chiamati a custodire, incarnare e trasmettere il carisma nelle sfide del tempo presente. Un orizzonte che risuona in profonda sintonia con il cammino che la vita consacrata sta vivendo oggi e con le riflessioni recentemente maturate anche nell'Assemblea dell'Unione dei Superiori Generali.

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