Vita consacrata: don Barbaglia (biblista), “il governo custodisce il carisma, non lo nega”

27.05.2026

Articolo di Riccardo Benotti
SIR Agenzia d'Informazione
27 maggio 2026

Don Silvio Barbaglia, Sacerdote della Diocesi di Novara
Don Silvio Barbaglia, Sacerdote della Diocesi di Novara

"Il governo non è l'antitesi del carisma, bensì una delle condizioni della sua trasmissione, poiché ne condivide la natura profonda come dono dello Spirito". Lo ha sostenuto don Silvio Barbaglia, biblista e parroco della diocesi di Novara, nella relazione tenuta questa mattina alla 105ª Assemblea dell'Usg a Sacrofano. Partendo dalla distinzione biblica tra ruaḥ – lo Spirito come forza irrompente – e dabar – la Parola come principio di intelligibilità e direzione – don Barbaglia ha proposto una lettura del governo come funzione analoga a quella della parola rispetto allo Spirito: "Non negazione dello Spirito, ma sua configurazione storica; non repressione del dono, ma sua leggibilità comunitaria". 

Il teologo ha poi richiamato la categoria di Max Weber sulla "routinizzazione" del carisma per sottolineare la sfida che attende ogni istituto religioso: "Il servizio di governo non può limitarsi né a custodire strutture vuote né a celebrare un carisma mitizzato. Il suo compito è accompagnare la necessaria mediazione istituzionale del carisma in modo che la forma storica non soffochi la sorgente, ma nemmeno la lasci disperdersi".

 Il criterio ultimo resta quello paolino: "Dove un presunto carisma produce autoreferenzialità, frammentazione e incomunicabilità, esso diventa sospetto. Dove invece genera edificazione, comunione e responsabilità condivisa, lì mostra la propria autenticità".

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