La missione della Chiesa in tempo di pandemia ed oltre

P. Amado L. Picardal, CSsR, STD

Viviamo in un periodo segnato dall'incertezza. Non possiamo prevedere il futuro. Possiamo solo prendere in considerazione diversi scenari - in particolare il peggiore e il migliore. Siamo consapevoli che molte persone in tutto il mondo sono gravemente colpite dalla pandemia e che ci troviamo di fronte a una crisi ancora più catastrofica: il cambiamento climatico. Allora, come può la Chiesa portare avanti la sua missione oggi e nei decenni a venire? A questa domanda ogni Chiesa locale e comunità religiosa dovrebbe rispondere in base al suo particolare contesto. Quelle che seguono sono alcune idee e suggerimenti generali che potrebbero essere utili e che potrebbero essere presi in considerazione. L'importante è pensare in modo strategico, valutando sempre con creatività gli sviluppi e le tendenze - le minacce/opportunità esterne e i punti di forza/debolezza interni - proponendo idee nuove e azioni audaci. La Chiesa può sopravvivere e prosperare solo se è in grado di adattarsi alla situazione in mutamento.

Un compito immediato e continuo: prendersi cura di un mondo ferito

L'assistenza alle vittime della pandemia e della conseguente crisi economica è una priorità per la Chiesa in collaborazione con la società civile e le istituzioni governative. La Chiesa deve mobilitare le sue risorse per sopportare i soccorsi e gli sforzi umanitari.

E' richiesto il sostegno per coloro che sono in prima linea - gli operatori sanitari impegnati nella cura dei malati e dei moribondi. In concreto, ciò avverrà sotto forma di fornitura di alloggio, cibo, trasporto durante i confinamenti e le quarantene. 

Significa anche fornire assistenza psico-spirituale alle persone in lutto e alle persone in prima linea che potrebbero soffrire di disturbi post-traumatici da stress. Si può prevedere una forma di consulenza on-line. 

Dato che i poveri sono i più vulnerabili, in particolare nel periodo del confinamento e oltre, la Chiesa (specialmente a livello parrocchiale e di base) dovrebbe rispondere alle loro necessità primarie sia materiali sia spirituali, e nell'immediato fornire assistenza alimentare e incoraggiamento.

Per evitare la dipendenza e la passività, tutti devono essere attivamente coinvolti nel processo di risposta ai loro bisogni e ai loro problemi. Questo può essere ottenuto solo con spirito di comunione, di condivisione e partecipazione. 

A tale scopo si dovrebbero usare le tecnologie digitali di informazione/comunicazione e i media sociali - per identificare le persone bisognose, per coinvolgere volontari e convogliare i contributi nei centri di distribuzione, nelle reti e nelle consegne, ecc. 

Nuove forme di comunione e di solidarietà

La minaccia continua di una pandemia richiede un allontanamento fisico - questa sarà la nuova normalità. Vi saranno restrizioni per i grandi raduni/assembramenti. I viaggi internazionali e nazionali saranno limitati. La tendenza è quella di agire a livello locale - compresa la produzione economica.

Si passerà più tempo a casa. La maggior parte degli incontri faccia a faccia si svolgeranno a casa e nella comunità. Il nuovo mantra: lavorare a casa se possibile, andare in ufficio o sul posto di lavoro solo se è davvero necessario. Lo stesso vale per l'istruzione: vi sarà più apprendimento on-line, e scuola a casa. Questa sarà l'occasione per promuovere la famiglia e la casa come chiesa domestica. I genitori passeranno più tempo con i loro figli. E' il momento di sperimentare la comunione cementata nell'amore e la condivisione all'interno della famiglia. 

Tuttavia, la famiglia non dovrebbe essere isolata dalle altre famiglie. Il nucleo familiare ha bisogno di collegarsi con altre famiglie e persone all'interno del quartiere e della comunità locale. Diventa necessario formare o rivitalizzare una rete di piccole comunità/comunità ecclesiali di base (CEB), cellule o raggruppamenti familiari. La parrocchia deve diventare una vera comunione di CEB. Ancora una volta deve essere vissuto il modello della Chiesa descritto negli Atti (2,42-46, 4,32-35). Il senso di appartenenza, la condivisione e lo spirito di gestione devono essere impressi mentre si sottolinea la dimensione comunitaria. Questo è l'antidoto all'isolamento e all'individualismo.

La comunione e la solidarietà delle parrocchie con le diocesi e i livelli più ampi (nazionale, regionale, universale) assumeranno una nuova forma. Questo vale anche per gli istituti e le comunità religiose.

Nel promuovere la comunione e la solidarietà dobbiamo essere consapevoli di star vivendo nell'era digitale. Rimaniamo in un contatto reciproco. Possiamo sviluppare o unirci a comunità virtuali e movimenti ecclesiali che hanno una portata locale, nazionale e globale attraverso la tecnologia digitale dell'informazione e della comunicazione e i social media. Gli incontri e le assemblee online sono ora possibili. Con lo sviluppo di tecnologie più avanzate e a basso costo, tutto questo è possibile anche in aree remote e lontane. 

La comunione comprende sempre la partecipazione alla missione. Ciò significa sinodalità - viaggiare insieme. La sinodalità implica condivisione del processo decisionale - del governo e significa anche partecipazione alla missione - profetica-evangelizzatrice, sacerdotale e regale. Questa sinodalità di comunione e partecipazione alla missione - deve essere realizzata non solo a livello universale ma anche a livello locale - nella diocesi, fino alla parrocchia, alle comunità ecclesiali di base e alle famiglie cristiane.

In un mondo che si sta decentrando e frammentando, coloro che sono alla guida della pastorale devono utilizzare nuovi modi di esercitare la leadership e il governo. Le nuove tecnologie digitali e i social media rendono possibile una comunicazione e una consultazione regolare e diretta, superando immediatamente la distanza fisica. I leader e i membri possono essere più interconnessi. I dirigenti della Chiesa non dovrebbero essere isolati, ma dovrebbero essere continuamente in contatto tra loro e con le persone che servono. Sono possibili riunioni e assemblee online. Il clero dovrebbe continuare a comunicare con i fedeli e ascoltarli. È possibile uno stile di leadership più partecipativo, evitando un modello dall'alto verso il basso. Questo può essere fatto a tutti i livelli - locale, nazionale, regionale, universale. È necessario pensare e agire in modo strategico - vedere il quadro generale e la prospettiva a lungo termine.

Evangelizzazione ed educazione cristiana nelle crisi pandemiche ed ecologiche

Come si possono proclamare la Buona Novella e il messaggio cristiano al tempo della pandemia e delle crisi ecologiche? E' precisamente il messaggio centrale: l'amore di Dio per il mondo - per l'umanità e per tutte le creature viventi. Siamo chiamati ad essere in comunione con il Dio Trino - il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo - con gli altri e con il resto del creato. Siamo tutti interconnessi. Abbiamo tutti la responsabilità di amare, condividere, prenderci cura di ciascuno e di tutte le cose. Siamo chiamati alla conversione - che significa sradicare l'egoismo, l'avidità, l'odio e la violenza e richiede di rispondere al grido dei poveri e al grido della terra e promuovere la giustizia, la pace e l'ecologia integrale. Siamo anche chiamati a vivere uno stile di vita semplice e sostenibile. Gli insegnamenti sociali della Chiesa e i documenti papali (per esempio Evangelii Gaudium, Laudato Si) devono essere studiati e diffusi.

La formazione e l'educazione cristiana dovrebbero sottolineare la leadership del servizio, l'etica partecipativa, la creatività piuttosto che la sottomissione. L'evangelizzazione richiede di essere profetica - di parlare contro i mali sociali e di annunciare l'avvento di un nuovo mondo, di una nuova realtà. La Chiesa locale deve monitorare, denunciare e resistere alle violazioni e agli abusi dei diritti umani - compreso il controllo totalitario dello Stato che limita la libertà con la scusa di contenere la pandemia.

Poiché l'allontanamento fisico è la nuova normalità e i grandi raduni sono ridimensionati, dobbiamo usare la tecnologia digitale dell'informazione e della comunicazione e i media sociali per l'evangelizzazione, la catechesi e l'educazione. Questo significa seminari di evangelizzazione e catechesi online (webinar). I gruppi di studio/di condivisione della Bibbia possono incontrarsi online. La comunicazione dei mass media dovrebbe essere digitale e collegata ai social media. Ogni diocesi e parrocchia deve sviluppare le proprie capacità e produrre materiale video di qualità che possa essere condiviso attraverso i social media in linea con i rispettivi programmi di evangelizzazione e catechesi.

L'interazione faccia a faccia dovrebbe essere ancora impiegata, ma su scala più ridotta, osservando la distanza fisica e le misure di sicurezza appropriate. I gruppi BEC/famiglia possono essere lo scenario per l'evangelizzazione e la catechesi, così come per la condivisione del Vangelo. Tutto ciò richiede un processo dialogico, oltre a dare risalto alla narrazione di storie. 

Anche con meno incontri faccia a faccia, la consulenza e la direzione spirituale può essere effettuata utilizzando la tecnologia digitale e i social media (WhatsApp, FB Messenger, Zoom, ecc.).

I teologi dovrebbero affrontare le questioni teologiche derivanti dalla pandemia e dalla crisi ecologica. Possono condividere i frutti della loro riflessione online e dialogare con altri teologi, dirigenti della Chiesa e fedeli. Possono anche svolgere conferenze on-line o webinar.

Il culto e la liturgia

A causa dell'allontanamento fisico, per un certo periodo di tempo non saranno possibili grandi raduni per le liturgie e il culto. Le diocesi e le parrocchie dovranno pensare a come si possano celebrare regolarmente le Messe domenicali nelle chiese parrocchiali con queste restrizioni. Si potrebbe considerare di limitare la partecipazione ad ogni Messa e programmare altre Messe. Potrebbe anche significare la celebrazione di Messe in piccoli gruppi - BEC/raggruppamenti di quartiere/famiglie, ecc. Questo tipo di messa può essere celebrata una volta ogni due o più mesi per ogni piccolo gruppo - a seconda della disponibilità dei sacerdoti e delle dimensioni della parrocchia. Una Messa per una particolare famiglia/raggruppamento/cellule minori potrà essere trasmessa in diretta, in modo che altri gruppi non fisicamente presenti possano comunque partecipare virtualmente e fare una comunione spirituale.

La liturgia/famiglia dovrebbe essere sviluppata e promossa. La famiglia cristiana come chiesa domestica è una comunità di preghiera e di culto. Seguendo la pratica ebraica, si possono adottare rituali centrati sulla famiglia intorno al tavolo. Il rosario familiare, il servizio della Bibbia e la condivisione possono essere praticati da ogni famiglia.

La celebrazione delle "liturgie domenicali senza sacerdote" o delle liturgie in assenza del sacerdote con o senza servizio di comunione deve essere promossa nelle CEB, nelle cellule e nei raggruppamenti familiari per le comunità che non possono avere una regolare celebrazione eucaristica domenicale. Queste sono di solito guidate da capi liturgici laici. La diffusione di diaconi permanenti per servire queste comunità dovrebbe essere considerata specialmente per coloro che già esercitano la leadership in queste piccole comunità. Questo può essere il contesto per lo studio e la valutazione in corso da parte della commissione creata da Papa Francesco sulla possibilità di includere le donne nel ministero diaconale. Dobbiamo evidenziare l'insegnamento del Vaticano II sul sacerdozio dei fedeli. Ciò significa non solo partecipazione attiva alla liturgia, ma anche vivere una vita di preghiera, di sacrificio e di carità attiva. Dobbiamo accettare che ci sono situazioni in cui non è possibile partecipare regolarmente all'Eucaristia domenicale. Dobbiamo confutare la mentalità secondo cui è peccato mortale non rispettare la messa la domenica e i giorni di festa creando inutilmente un senso di colpa e di ansia in chi non può farlo a causa di circostanze inevitabili. La partecipazione al sacerdozio di Cristo è qualcosa di più della partecipazione alla Messa.

Mentre la Messa è il culmine e la fonte della vita cristiana, la sua celebrazione quotidiana/settimanale non è l'unica espressione del carattere sacerdotale della comunità cristiana. La presenza reale di Cristo non si manifesta esclusivamente nell'Eucaristia, ma anche in altre preghiere e adorazioni comunitarie, quando i fedeli si riuniscono nel nome di Gesù e nella Parola che viene proclamata e condivisa. Ciò che più conta non è la frequenza alla celebrazione dell'Eucaristia, ma come essa viene celebrata in una comunità che vive una reale vita di comunione con Cristo e con gli altri nella vita quotidiana. 

Il ruolo del ministro ordinato è quello di guidare e consentire la partecipazione attiva dei fedeli laici alla missione sacerdotale della Chiesa. Ma dobbiamo evitare il clericalismo che presuppone che solo il ministro ordinato possa rendere la Chiesa una comunità veramente sacerdotale e adorante e che l'Eucaristia sia l'unica forma di preghiera e di culto. La Chiesa continuerà a sopravvivere senza frequenti/regolari Messe domenicali nelle comunità a causa della carenza di sacerdoti o delle restrizioni imposte dalle circostanze (p.e. pandemia, persecuzioni, ecc.). Una vita di santità tra i membri così come la capacità di sacrificio e di martirio che accompagna la partecipazione alla liturgia comunitaria caratterizzano la pienezza del sacerdozio dei fedeli.

Azione sociale

La Chiesa continua la sua missione di comunità di servizio in una situazione in cui la maggioranza soffre a causa degli effetti della pandemia e della crisi ecologica strisciante. Come possa essere realizzata dipende concretamente dalla situazione locale in cui si trova la Chiesa. Si raccomanda il metodo Vedere-Giudicare-Agire. L'azione concreta dovrebbe scaturire dall'analisi della situazione (i problemi e le questioni specifiche che la Chiesa/comunità locale sta affrontando) e dal giudizio morale.

La priorità continua ad essere la promozione dello sviluppo integrale - lavorare per la giustizia, la pace e l'integrità del creato. Di fronte alla recessione economica o alla depressione, ogni Chiesa locale dovrebbe affrontare il problema dell'aumento della povertà, della disoccupazione e della mancanza di sicurezza alimentare che può portare alla fame e persino alla morte. Molti saranno costretti all'indebitamento.

Poiché gli sforzi del governo per affrontare questi problemi potrebbero non essere sufficienti, la Chiesa, in collaborazione con le organizzazioni della società civile, deve promuovere lo sviluppo sostenibile e avviare o sostenere programmi di riduzione della povertà. Le cooperative di credito e i programmi di microfinanza dovrebbero essere introdotti o promossi per evitare gli usurai.

Durante la pandemia, in molte parrocchie sono proliferati i "centri di accoglienza" con programmi di alimentazione e banche del cibo che dovrebbero essere moltiplicati e ampliati, anche se potrà essere difficile sostenerli nella maggior parte delle parrocchie con redditi e risorse in calo. I parrocchiani dovrebbero essere incoraggiati a condividere il loro tempo, il loro talento e il loro tesoro. Oltre a dare cibo, più importante è promuovere la produzione alimentare locale, come l'orticoltura e le fattorie comunali. Alle famiglie e alle comunità dovrebbe essere insegnato ad impegnarsi in un'agricoltura naturale/biologica o in un'agricoltura sostenibile e a collegarsi con i consumatori attraverso i social media e il commercio elettronico scavalcando gli intermediari. Le parrocchie e le comunità ecclesiali di base all'interno delle diocesi possono impegnarsi con progetti di sostentamento e programmi di produzione di reddito in un commercio alternativo, organizzando reti di produzione e di commercializzazione. 

Con la radicale ristrutturazione dell'ordine economico mondiale in fase di de-globalizzando sta emergendo un sistema economico più localizzato e autosufficiente. Questo è l'effetto del decentramento e della localizzazione delle catene di fornitura all'indomani della crisi pandemica e dell'accelerazione della quarta rivoluzione industriale con la proliferazione della produzione digitale, della stampa 3D, della robotica, dell'intelligenza artificiale, ecc. La tendenza è verso la produzione locale per il consumo interno piuttosto che per l'esportazione. Saranno necessarie nuove capacità e competenze con la creazione di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro.

Il programma di azione sociale della Chiesa dovrebbe essere orientato alla promozione e al sostegno per la crescita delle cooperative e delle industrie di media/piccola dimensione/cottage a livello di comunità o di base (livello parrocchiale e CEB). Dovrebbe anche concentrarsi sulla formazione delle competenze, sul rafforzamento delle capacità e sulla capitalizzazione locale. Dovrebbe affrontare il problema della disoccupazione e dello spostamento di manodopera dovuto alla crisi economica e alle tecnologie dirompenti causate dalla quarta rivoluzione industriale. Si può avviare un programma per la creazione di imprese e il collocamento. Ci sono parrocchie con membri benestanti e pii ricchi che sono impegnati in affari o industrie che possono essere sfruttate. I principi e le migliori pratiche dell'Economia di Comunione (avviata dal movimento dei Focolari) possono essere adottati e ulteriormente sviluppati. Dovrebbe essere un'economia motivata non in primo luogo dal profitto, ma dalla condivisione con i bisognosi e dalla promozione di una cultura del dare, garantendo al tempo stesso la crescita degli affari in un'economia di libero mercato. Dovrebbe essere un'economia basata sulla solidarietà e sul principio della gestione, vivendo in pratica l'ecclesiologia di comunione e in particolare la comunione dei beni, dove i membri hanno un solo cuore e una sola mente e nessuno è bisognoso (cfr At 4, 32-35). Essa deve sottolineare la sostenibilità e il rispetto per l'ambiente. Ciò richiede la consulenza e l'assistenza tecnica dei tecnocrati e degli imprenditori di base e delle scuole di economia e di management delle Università cattoliche.

Dovremmo continuare a promuovere l'ecologia integrale secondo lo spirito di Laudato Si. Come risposta alla crisi ecologica, si dovrebbe porre l'accento sulla riduzione delle emissioni di carbonio. Questo comporta la partecipazione al movimento Greening, la coltivazione di alberi, il micro-giardinaggio (a livello di comunità familiare), l'adozione e la promozione di fonti alternative di energia (solare, eolica), la gestione dei rifiuti, la bicicletta, le passeggiate, ecc. Dovremmo promuovere uno stile di vita sano e semplice che oltre a ridurre l'emissione di carbonio possa rafforzare il sistema immunitario contro malattie e virus (dieta a base di piante, restrizioni caloriche, digiuno intermittente).

Pur agendo a livello locale, dobbiamo collegarci tra di noi a vari livelli - nazionale, regionale, globale. Il Dicastero Vaticano per la Promozione dello Sviluppo Integrale in collaborazione con il Movimento Globale Cattolico per il Clima (GCCM) e la Campagna Semina Speranza per il Pianeta stanno promuovendo un piano di lancio per gli anni a venire come risposta concreta a Laudato Si.

Per portare avanti la nostra missione di promuovere la giustizia, la pace e l'integrità del creato dobbiamo fare pieno uso della tecnologia digitale e dei social media. Questi sono mezzi per vedere ciò che accade intorno a noi - il grido della terra e il grido dei poveri, gli effetti della pandemia e della crisi ecologica, le ingiustizie e le disuguaglianze, la violenza. Così potremo analizzare, riflettere e giudicare ciò che sta accadendo dal punto di vista della fede cristiana e dell'insegnamento morale e sociale della Chiesa, e potremo condividere le nostre storie - ciò che stiamo facendo e dovremmo fare - sostenerci l'un l'altro ed esprimere solidarietà mentre agiamo insieme per trasformare e guarire il mondo. 

Pensieri finali

Nel corso dei secoli la Chiesa si è trovata ad affrontare numerose crisi anche più gravi di quelle attuali. Non è il momento di avere paura e farsi prendere dal panico. Nostro Signore Gesù Cristo ci ha promesso di essere sempre con noi e non ci abbandonerà. La comunità cristiana piena di Spirito è sopravvissuta e ha prosperato anche nelle peggiori situazioni e ha continuato a compiere la sua missione. Ciò che conta di più è credere e confidare nel Dio Trino, essere pieni di speranza e dare speranza agli altri, essere pieni di amore ed esprimerlo concretamente agli altri mentre ci sforziamo di guarire questo mondo.

Foto Vatican News