Cronaca di un incontro

07.06.2021

Il 15 maggio 2021 si è svolto l' incontro organizzato dall'AMCG/Famiglie Carismatiche in dialogo, in continuazione con il tema dell'anno "Il carisma condiviso come lievito e opportunità per prendersi cura della casa comune", e con un ambito più specifico "Famiglie carismatiche nella e per la casa comune". Per la seconda volta ci siamo incontrati su piattaforma, per tempi necessariamente brevi (tre ore di incontro) ma con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo che ha da sempre caratterizzato le nostre giornate: ritrovarsi e riflettere insieme sulla missione che Dio affida alle Famiglie carismatiche in e per i nostri tempi.

Come sempre abbiamo avuto la gioia di ospitare i rappresentanti di organismi di coordinamento della vita consacrata: Sr. Franca Zonta, FMI - UISG; P. Arturo Sosa, SJ - USG; Margherita Palazzi - I.S. Regnum Mariae - CMIS. Queste presenze, fedeli da sempre ai nostri incontri, oltre ad incoraggiarci a proseguire nella nostra esperienza come associazione, sono segno di comunione e di stima reciproca. Da questi osservatori privilegiati ci giungono stimoli e certezze per sostenerci e crescere insieme, per credere che ciò che noi facciamo ha valore se si è capaci di farlo insieme. Senza correre il rischio dell'uniformità o della omologazione, perché la bellezza e il contributo che ogni carisma può dare prende ancora più luce e più risalto proprio nella interconnessione con altri carismi.

L'incontro, come ormai consuetudine, è stato costruito con una riflessione e con la condivisione di esperienze.

La riflessione è stata fatta da p. Fabio Ciardi, Omi, in una intervista nella quale, partendo dal suo testo "Condividere i doni - Laici e consacrati insieme per la missione", Editrice Rogate, ci ha offerto considerazioni e sollecitazioni sulla realtà delle Famiglie carismatiche. P. Fabio ha sottolineato come ogni carisma deve avere ben chiara la sua specificità, il tipo di particolare testimonianza evangelica che è chiamato a dare alla Chiesa, di memoria vivente di Cristo, di orazione, di azione secondo le diverse opere di misericordia, di intercessione, di catechesi, di evangelizzazione.... Ha insistito sulla necessità di una visione della Chiesa nella quale il laico torna ad essere al centro, di una presa di coscienza del sacerdozio di cui ogni laico è investito e di come i laici danno al carisma la possibilità di essere vissuto in ambiente e in modalità che le persone "consacrate" non potrebbero raggiungere e esprimere. Da qui l'impegno a creare luoghi e momenti di condivisione delle esperienze tra laici e consacrati legati dallo stesso carisma, per far emergere la costante bellezza e novità del carisma. P. Fabio ha concluso la sua intervista con un invito a non avere lo sguardo posato su se stessi ma sulla società d'intorno, letta attraverso la particolare ottica del carisma che fa vedere cose che abitualmente non si vedono o non si vogliono vedere; un invito ad aprire le finestre.

Le parole si traducono e diventano credibili attraverso il servizio concreto: così è stato con l'esperienza della Famiglia Vedruna, della Famiglia Lasalliana insieme a quella della Carità, e della Famiglia Guanelliana.

L'incontro è stato seguito in tutti i continenti, da consacrati, laici, famiglie... Numerosi i commenti che sono arrivati. Ne riportiamo qualcuno:

"L'incontro è stato interessantissimo, luminoso, arricchente, intanto continuiamo a sognare ... Sono sicura che il seme gettato nei solchi dei nostri cammini, sotto i raggi dello Spirito che invochiamo in questa Pentecoste, porterà frutti abbondanti."

"Grazie di cuore per quanto fate per la comunione dei carismi permettendo a ciascuno di essere dono per l'altro, non perché si preparino tante cose, ma perché ci si vuole bene, ci si accoglie valorizzando le diversità e si dona il poco o tanto che si ha."

"È stata una visione missionaria di chi è impegnato nel mondo e sa riconoscere le difficoltà in cui vive la Chiesa per poter svolgere il suo compito salvifico. Essere vicini tra istituti nell'azione quotidiana, soprattutto in quei luoghi più desertici a livello di fede e di risorse, permette di moltiplicare l'azione dello Spirito e l'efficacia della missione."

"La mia risonanza sull'incontro di oggi delle famiglie carismatiche parte dalla metafora del prisma, mi piace molto utilizzarla perché è significativa. La luce dello Spirito si diffonde in tanti colori e ogni colore è un carisma. Ogni carisma è a sé ma la luce è unica. Lo stesso carisma che ci ha toccato non può essere chiuso in sé ma deve aprirsi al mondo. È qui si tocca un secondo punto dell'incontro, aprire le finestre degli istituti sul mondo per potersi incontrare".

Cosa ci portiamo da quest'incontro? Un impegno a

  • Vivere insieme nella complementarietà, non solo delle vocazioni all'interno della stessa famiglia, ma anche dei carismi delle diverse Famiglie.
  • Sfuggire il rischio della autoreferenzialità: siamo aperti, accoglienti e corresponsabili "insieme".
  • Aprire nuovi orizzonti, creare nuovi spazi di esperienze, favorire una cultura dell'incontro.

e la convinzione che

  • È nella comunione, anche se costa fatica, che un carisma si rivela autenticamente e misteriosamente fecondo.
  • La Famiglia non si inventa, è frutto di una formazione comune e reciproca, che deve diventare un progetto di vita che tocchi tutti i membri della Famiglia Carismatica.

Allora ci diamo appuntamento al 13 e 14 novembre 2021 per approfondire il tema dell'anno 2021-2022: LA FORMAZIONE ALLA MISSIONE CONDIVISA.

Antonietta Mongiò, Comi
Per il Comitato esecutivo