Centrarsi, Accogliere e Coinvolgere

13.11.2020

Lettera di Papa Francesco al Reverendissimo
Padre Pedro AGUADO CUESTA
Preposito Generale dell'Ordine dei Chierici Regolari Poveri
 della Madre di Dio delle Scuole Pie

Reverendo Padre,

La ringrazio per il suo invito all'evento promosso dall'Unione dei Superiori Generali e dalla Unione Internazionale di Superiore Generali sulla sfida della ri­costruzione del patto educativo globale che, a motivo della pandemia, si svolgerà online dal 12 al 14 novembre prossimo. Saluto i responsabili dei diversi Istituti di Vita Consacrata che vi parteciperanno e tutti coloro che rendono possibile questo seminario.

La Vita Consacrata è stata sempre all'avanguardia nel campo dell'educazio­ne. Esempio di questo è il vostro fondatore, san Giuseppe Calasanzio, che istituì la prima scuola di bambini, ma anche i religiosi che lo educarono a Estadilla e, assai prima, i monasteri che preservarono e diffusero la cultura classica. Da questa radice sono sorti, in tutte le epoche della storia, diversi carismi che, per dono di Dio, hanno saputo adeguarsi alle necessità e alle sfide di ogni tempo e luogo. Oggi la Chiesa li chiama a rinnovare questo proposito sulla base della loro identità, e li ringrazio per la continuità con la quale rendono questa testimonianza con tanto impegno ed entusiasmo.

Come sapete, sono sette gli impegni del patto educativo globale che si sta promovendo. Sette impegni che voglio sintetizzare in tre linee di azione concreta: centrarsi, accogliere e coinvolgere.

Centrarsi in ciò che è importante, vuol dire porre la persona al centro, nel "suo valore, nella sua dignità, per fare emergere la propria specificità, la sua bel­lezza, la sua singolarità e, allo stesso tempo, la sua capacità di relazionarsi con gli altri e con la realtà che la circonda". Dare valore alla persona rende l'educazione un mezzo con il quale i nostri bambini e giovani possano crescere e maturare, ac­quistando le capacità e le risorse necessarie per costruire insieme un futuro di giu­stizia e di pace. E' imprescindibile non perdere di vista l'obiettivo e non dissiparlo

nei mezzi, nei progetti e nelle strutture. Lavoriamo per le persone, sono loro che formano le società, e le società strutturano una unica umanità, chiamata da Dio ad essere il suo Popolo di elezione.

Per raggiungere questo obiettivo è necessaria l'accoglienza, che suppone di porsi all'ascolto dell'altro, dei destinatari del nostro servizio : i bambini e i giovani. Suppone che i genitori, gli alunni e le autorità, principali operatori dell'educazio­ne, siano attenti ad altri tipi di voci, che non sono solo quelli del nostro circolo educativo. Questo eviterà che si rinchiudano nella propria autoreferenzialità e farà che si aprano al grido che sgorga da tutti gli uomini e dal creato. E' necessa­rio incentivare i nostri bambini e giovani in modo che imparino a relazionarsi, a lavorare in gruppo, ad avere un atteggiamento empatico che rifiuti la cultura dello scarto. Come pure è importante che imparino a salvaguardare la nostra casa comu­ne, proteggendola dallo sfruttamento delle sue risorse, adottando stili di vita più sobri e cercando di utilizzare in modo integrale le energie rinnovabili e rispettose dell'ambiente umano e naturale, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e solida­rietà e dell'economia circolare.

L'ultima linea di azione è decisiva: coinvolgere. L'atteggiamento di ascolto, definito in tutti questi impegni, non può essere compreso come un semplice udire e dimenticare, bensì deve essere una piattaforma che permetta l'impegno attivo di tutti in questa opera educativa, ciascuno secondo la propria specificità e responsa­bilità. Coinvolgere e coinvolgerci suppone lavorare per dare ai bambini e ai gio­vani la possibilità di osservare questo mondo che lasciamo loro in eredità con uno sguardo critico, capace di capire i problemi nell'ambito dell'economia, della politica, della crescita e del progresso, e di cercare soluzioni che siano realmente al servizio dell'uomo e di tutta la famiglia umana nella prospettiva di un'ecologia integrale.

Cari fratelli, accompagno con le mie preghiere gli sforzi di tutti gli Istituti presenti a questo evento, e di tutti i consacrati e i laici che lavorano nell'ambito dell'educazione, chiedendo al Signore che, come sempre anche in questo momen­to storico della Vita Consacrata, essi siano una parte essenziale del patto educativo globale. Vi raccomando al Signore e chiedo a Dio di benedirvi e alla Vergine Santa di custodirvi.

E, per favore, non dimenticate di pregare per me. Fraternamente.

Roma, San Giovanni in Laterano, 15 ottobre 2020